SINOSSI
Un uomo si trova nella sala visite di un pronto soccorso.
Dice di non ricordare cosa sia successo.
Dice di non essere ubriaco.
Dice di non sapere perché è lì.
Inizia a parlare in cerca di conforto, forse solo ascolto. Racconta ciò che ricorda — e ciò che non riesce a dimenticare. Ma ciò che emerge lentamente, in un vortice di parole e frammenti, è qualcosa di più grande: la vertigine dell’identità, il rimorso, la colpa, la memoria, la fine. In bilico tra noir e thriller psicologico, Il Vuoto conduce lo spettatore in un percorso teso, lucido e inquieto. Un’indagine senza detective, un crimine senza cronaca, una confessione senza testimoni.
Liberamente ispirato a La caduta di Albert Camus, e costruito secondo la logica di L’ultimo nastro di Krapp di Samuel Beckett, Il Vuoto è un viaggio interiore che si snoda tra i frammenti della coscienza e la densità del non detto.
Scritto e interpretato da Giuseppe Izzinosa
Quando non resta più nulla, resta la voce. E a volte, nemmeno quella.